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Passeggiata musicale attraverso il Museo del Louvre, in risonanza con le sue collezioni, la Nuit du raï apre una finestra sulla storia e sul presente di un genere nato all'inizio del XX secolo nell'Algeria occidentale e più vivo che mai. Creazioni, installazione sonora, DJ set e performance scandiscono questo viaggio tra tradizione e modernità. Fin dalla sua nascita (con il nome di wahrani) nella regione di Orano, il raï incarna una resistenza culturale all'oppressione coloniale e sociale, oltre a un movimento che infrange le norme e che ha ispirato generazioni. Il genere era inizialmente incentrato sul canto tradizionale e sulle percussioni prima di aprirsi ad altri strumenti: oud, fisarmonica, pianoforte o banjo. Dopo l'indipendenza dell'Algeria, orchestre più grandi si sono impadronite del raï, che avrebbe poi continuato a evolversi, abbracciando tutti i segni della musicalità moderna (chitarra elettrica, sintetizzatori, ibridazioni con rock, funk o disco) con un'inventiva e un'energia perfettamente rappresentate dalle giovani generazioni degli anni '80 e '90, su entrambe le sponde del Mediterraneo. Il cantante algerino Sofiane Saidi, al centro di questa serata, assiste agli anni d'oro dell'ultima ondata raï quando arriva a Parigi a 18 anni. Siamo all'inizio degli anni '90 e le notti della capitale pulsano al ritmo dei cabaret orientali. Il giovane musicista si fa strada. Sebbene il raï sia gradualmente scomparso dai radar del grande pubblico, il suo spirito di apertura continua a guidare Sofiane Saidi, attraverso un percorso di grande ricchezza segnato da collaborazioni e incontri. Le creazioni che propone per Days Off sono
