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Dopo oltre quarant’anni dalla scomparsa di Bill Evans (1980), il progetto presentato dal “Tribute to Evans” presentato dal “Giuseppe Sacchi Trio”, un trio riunitosi appositamente per l’occasione, conferisce un riconoscimento particolare, denso di ‘sentimenti riconoscenti’, a quello che da più parti viene definito come uno dei maggiori esponenti di musica jazz dopo la seconda guerra mondiale. L’ampiezza dell’eredità musicale di Bill Evans risulta ancora oggi fonte di ispirazione per tutti quei pianisti moderni che continuano a scoprire nel suo stile una concezione inesauribile ed estremamente moderna del pianoforte ed in generale, interpretativa del jazz, studiata ed ammirata in tutto il mondo Un “Colosso” a cui il “Tribute to Evans”, formato da Giuseppe Sacchi al piano, Vincenzo Quirico al contrabbasso e Vincenzo Pellegrino alla batteria, hanno voluto dedicare gran parte delle energie musicali a loro disposizione Un “Colosso” a cui il “Tribute to Evans” ha voluto dedicare gran parte delle proprie energie, con uno sguardo a quello che questa meravigliosa concezione musicale di Bill Evans, evolvendosi, potrebbe diventare in futuro. Lo stile introspettivo di Evans si sposa meravigliosamente con le indiscusse doti pianistiche di Giuseppe Sacchi che, unite ad uno stile molto personale, richiama al più classico romanticismo, non disgiunto da una profonda predisposizione al dialogo con gli altri musicisti ed una improvvisazione che lascia trasparire diverse influenze e contaminazioni. Giuseppe Sacchi, ormai una solida certezza sulla scena romana e non solo, ispirandosi a Evans continua, infatti, nella sua incessante ricerca di nuove “atmosfere”, proponendo fraseggi ed armonie che obbligano l’ascoltatore a seguire numerose ed inaspettate evoluzioni armoniche. Il dialogo tra i musicisti, si esplica in un ricco e costante scambio di idee che a volte nascono anche sul momento e rappresentano la pura essenza del messaggio lasciato in eredita da Evans: una condivisione armonica e democratica delle idee, fondata sulla libertà espressiva. Le interpretazioni di Sacchi, sempre dense di poesia e del suo personalissimo stile, nell’attuale progetto ricalcano, quasi magicamente, le “orme” di Bill Evans, quasi a voler continuare un lavoro incompiuto che talvolta sembra quasi protrarre all’Infinito. La formazione è composta da: Giuseppe Sacchi- Piano Vincenzo Quirico – Contrabbasso Vincenzo Pellegrino – Batteria